Giornata mondiale della batteria, Wallbox propone 10 curiosità su una delle tecnologie del momento

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Ogni anno, il 18 febbraio, si celebra la Giornata Internazionale della Batteria, proprio in concomitanza con il compleanno di Alessandro Volta che, con la scoperta della pila, ha portato ad un punto di svolta la storia dell’intera umanità, rendendo possibile lo sviluppo di nuovi dispositivi e tecnologie.

Proprio per sottolineare l’importanza di questa giornata e, soprattutto, di questa invenzione, Wallbox, azienda leader nel settore delle ricariche per veicoli elettrici e altri dispositivi per la gestione energetica, ha deciso di raccontare 10 curiosità sulla batteria che forse non tutti conoscono.

La prima batteria al mondo era fatta di…limoni! Alessandro Volta, inventore della pila, utilizzò dischi di rame e zinco alternati con dischi di cartone imbevuti di succo di limone per creare la prima corrente elettrica continua.

La prima batteria ricaricabile è stata inventata nel 1836. Il fisico inglese John Frederic Daniell inventò una batteria che utilizzava una soluzione di solfato di rame e zinco per creare una corrente elettrica ricaricabile.

La batteria più grande del mondo si trova in Australia. Con una capacità di 100MWh, è in grado di immagazzinare l’energia prodotta da un parco eolico e di fornirla alla rete elettrica quando necessario.

Le più utilizzate nelle auto elettriche sono quelle agli ioni di litio, ma le batterie allo stato solido sono sicuramente tra le nuove e più promettenti tecnologie per garantire, in futuro, una maggiore sicurezza e durata.

Le batterie per auto elettriche possono essere riciclate fino all’80%. Gran parte dei materiali contenuti nelle batterie degli EV può essere riutilizzato per la produzione di nuove batterie o per altri scopi.

Le batterie hanno contribuito alla vittoria degli Alleati nella Seconda Guerra Mondiale. Le batterie al piombo erano infatti utilizzate per alimentare i loro sottomarini e aerei, dando loro un vantaggio strategico.

La batteria più costosa del mondo è alimentata da diamanti. Un team di scienziati giapponesi ha creato una batteria che utilizza diamanti per generare corrente elettrica. Il suo costo? È stimato in circa 1 milione di dollari.

Per ricaricare la batteria di un’auto elettrica possono volerci anche pochi minuti. Il tempo di ricarica con una colonnina tradizionale a corrente alternata (che solitamente ha una potenza fino a 22 kW) si aggira in media tra le 2 e le 4 ore, in base alla capacità della batteria. Con le colonnine in corrente continua le tempistiche iniziano a ridursi: quelle con potenza di 50 kW permettono infatti di ricaricare l’EV in un’ora circa. Il tempo si riduce ancora di più con le colonnine UltraFast, come Supernova 150 di Wallbox, che permettono di ripristinare l’autonomia di un veicolo elettrico in pochi minuti.

Il termine “batteria” deriva dal latino “battuere”. Le prime batterie infatti erano composte da pile di dischi metallici che venivano “battuti” insieme per creare un contatto elettrico.

La prima fabbrica di batterie in Italia è stata inaugurata a Milano nel 1904; al momento, nel nostro Paese sono due gli impianti dedicati alla produzione di batterie. Uno si trova a Torino, all’interno del polo Fpt (Fiat Powertrain Technologies), mentre a Teverola, in provincia di Caserta, è presente uno stabilimento della FAAMS. Tra i due, solo questo è specializzato nella produzione di batterie agli ioni di litio, mentre nel capoluogo piemontese non c’è un polo per le batterie vero e proprio, ma si lavora per lo più ad alcune tecnologie legate all’elettrificazione (motori elettrici inclusi).

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