Case vuote, la riqualificazione energetica può aumentare il valore di mercato fino al 45%

case green UE

La riqualificazione energetica può aumentare il valore di mercato delle abitazioni vuote fino al 45%, con effetti positivi anche sui canoni di locazione turistica e residenziale. È quanto emerge dall’analisi condotta da ENEA e MCE Lab, che ha valutato le azioni necessarie per valorizzare e rimettere sul mercato circa 10 milioni di appartamenti vuoti in Italia.

Secondo lo studio, questi immobili rappresentano circa il 27-30% del patrimonio immobiliare nazionale e costituiscono una grande opportunità per il mercato, a patto di intervenire su efficienza energetica, comfort abitativo e adeguamento normativo.

Un patrimonio immobiliare da rendere più efficiente

“La maggior parte di questi immobili è stata costruita prima del 1980 e necessita di adeguamenti energetici e normativi per diventare appetibile su un mercato sempre più orientato verso case green e smart”, sottolinea Nicolandrea Calabrese, responsabile del Laboratorio ENEA di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano.

Nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi anni, il patrimonio immobiliare italiano resta ancora caratterizzato da una forte presenza di edifici poco efficienti. Tra il 2018 e il 2023 gli edifici in classe A sono aumentati dal 7,8% all’11,3%, ma circa il 70% del parco immobiliare nazionale rimane nelle tre peggiori classi energetiche.

Gli interventi per migliorare valore e comfort

Lo studio prende in esame diversi interventi di efficientamento energetico per gli edifici residenziali, dall’isolamento termico alla sostituzione degli infissi, fino all’installazione di pompe di calore, fotovoltaico, solare termico e sistemi di building automation.

Tra i costi medi stimati figurano 170 euro al metro quadrato per l’isolamento di coperture e soffitti, 200 euro al metro quadrato per l’isolamento delle pareti, 900 euro al metro quadrato per la sostituzione degli infissi e 280 euro al metro quadrato per le schermature solari.

Per il fotovoltaico, il costo medio indicato è di 2.300 euro per kWp, mentre per la domotica il valore medio è di circa 70 euro al metro quadrato.

Il ruolo degli incentivi fiscali

Gli incentivi fiscali possono rappresentare una leva importante per sostenere gli interventi di riqualificazione energetica. Ecobonus, Bonus Casa e Conto Termico 3.0 possono coprire fino al 50% dei costi di coibentazione, infissi, pompe di calore e fotovoltaico.

Secondo ENEA, questi interventi permettono a loro volta di recuperare l’investimento grazie a risparmi in bolletta che possono superare il 50%, aumentando al tempo stesso il valore dell’immobile e la sua competitività sul mercato.

Tre esempi: città, mare e montagna

L’analisi ENEA-MCE Lab presenta tre casi concreti: un appartamento in città a Milano, una seconda casa al mare a Sestri Levante e uno chalet in montagna a Madonna di Campiglio.

Nel caso di un appartamento a Milano, il passaggio dalla classe G alla classe B può portare il valore di mercato da circa 4.000 a 5.800 euro al metro quadrato, con un incremento del 45%. Anche il canone di locazione può crescere, passando da circa 180 a 220 euro al metro quadrato all’anno.

Per una casa al mare a Sestri Levante, il valore può salire da 3.200 a 4.200 euro al metro quadrato, con un aumento del 31%. Sul mercato degli affitti turistici, la tariffa in alta stagione può passare da 700-800 euro a settimana a 1.100-1.200 euro.

In montagna, a Madonna di Campiglio, uno chalet riqualificato può passare da 5.500 a 8.000 euro al metro quadrato, con una crescita del 45%. La tariffa settimanale in altissima stagione può superare i 1.400 euro, contro i 900-1.000 euro precedenti.

Case green e obiettivi europei

“La direttiva Ue Case green (2024/1275 sulla prestazione energetica degli edifici) stabilisce per gli Stati membri una traiettoria nazionale vincolante per la ristrutturazione progressiva del parco immobiliare residenziale, con l’obiettivo di una riduzione del consumo medio di energia primaria dell’intero parco immobiliare di almeno il 16% entro il 2030 e del 22% entro il 2035, rispetto ai livelli del 2020, e a emissioni zero entro il 2050”, spiega Calabrese. “Approfittare degli incentivi fiscali ancora disponibili – conclude – consentirà di valorizzare al massimo i propri immobili sul mercato e soprattutto di allinearsi agli obiettivi della Direttiva europea”.

In questo scenario, la riqualificazione energetica degli immobili vuoti può valorizzare un patrimonio già esistente, ridurre i consumi energetici e allineare il mercato immobiliare italiano agli obiettivi europei di decarbonizzazione.

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